top of page

Freud, Jung e Sabine: Un melodramma clinico in cui il desiderio attraversa la stanza analitica e trasforma una paziente nel centro segreto della nascita della psicoanalisi.





Carta, pelle e teoria Freud, Jung e Sabina Spielrein: tre corpi chiusi in stanze eleganti dove il sapere si sporca di desiderio
Carta, pelle e teoria Freud, Jung e Sabina Spielrein: tre corpi chiusi in stanze eleganti dove il sapere si sporca di desiderio

Psicoanalisi, desiderio e dinamiche profonde della relazione di coppia


Ci sono storie che non appartengono soltanto alla biografia di alcuni individui. Appartengono alla struttura stessa della conoscenza.


La vicenda che lega Sigmund Freud, Carl Gustav Jung e Sabina Spielrein non è semplicemente un episodio della storia della psicoanalisi.

È una frattura epistemologica, un momento in cui la teoria della mente incontra il proprio limite più radicale e scopre qualcosa che la scienza spesso preferisce dimenticare:

la conoscenza dell’inconscio non nasce in laboratorio.


Nasce dentro una relazione viva.


Nasce nel transfert, nel desiderio, nella fascinazione, nel rischio emotivo che attraversa lo spazio più fragile che esista: quello della cura.


Per questo la storia di Freud, Jung e Sabina Spielrein non è soltanto una curiosità della storia della psicologia.


È una lente straordinaria per comprendere la psicologia dell’amore, le dinamiche profonde delle relazioni di coppia e il funzionamento dell’inconscio nelle relazioni umane.


Zurigo, 1904: quando la clinica incontra il destino


Nel 1904 una giovane donna russa di diciannove anni arriva al Burghölzli, l’ospedale psichiatrico universitario di Zurigo.

È brillante, emotivamente intensa, attraversata da crisi che la psichiatria dell’epoca descrive con la categoria – oggi superata – di isteria.


Il suo nome è Sabina Spielrein.


Il medico che la prende in cura è un giovane psichiatra di ventinove anni, carismatico, ambizioso e straordinariamente intelligente: Carl Gustav Jung.


Jung sta sperimentando un metodo terapeutico innovativo e controverso: la psicoanalisi.

Un metodo sviluppato da un medico viennese che sta iniziando a scuotere l’intero mondo scientifico europeo.


Quel medico è Sigmund Freud.


Freud ha appena formulato una tesi radicale:

la mente umana non è governata soltanto dalla ragione,ma da forze inconsce che si esprimono attraverso il desiderio.

È un’idea destinata a cambiare per sempre la psicologia.


Ma la storia che si sviluppa tra Jung e Sabina rivela qualcosa di ancora più inquietante.


Il desiderio non è soltanto oggetto di studio della psicoanalisi.

Può diventare parte della relazione terapeutica stessa.


Il transfert: quando il passato diventa presente


Freud aveva compreso un fenomeno che nessuna psicologia precedente aveva veramente colto. Durante la terapia il paziente non si limita a raccontare il proprio passato.


Lo rivive nella relazione con il terapeuta.


Freud lo descrive con una frase che rimane una delle più celebri della storia della psicologia:

“Il paziente non ricorda soltanto ciò che è stato rimosso. Egli lo ripete.”

Questo processo prende il nome di transfert.


Nel transfert il terapeuta diventa inconsciamente una figura centrale della vita affettiva del paziente.


Padre. Madre. Oggetto d’amore.


Il transfert non è un semplice attaccamento emotivo.

È una riattivazione delle strutture affettive profonde della psiche.

Ed è esattamente ciò che accade tra Sabina Spielrein e Jung.


I diari di Sabina: la verità emotiva del desiderio


Molti decenni dopo, quando vengono ritrovati i diari personali di Sabina Spielrein, gli storici della psicoanalisi restano colpiti dalla lucidità con cui la giovane donna descrive la propria esperienza emotiva.


Sabina non scrive come una paziente romantica.

Scrive come una mente che osserva il proprio inconscio.

In una delle pagine più celebri annota:

“Io voglio che egli mi possieda completamente, anche se questo dovesse distruggermi.”

In un altro passaggio scrive:

“Nel dolore dell’amore esiste una gioia segreta. L’anima desidera essere spezzata per rinascere.”

Queste parole non sono semplici confessioni sentimentali.

Sono documenti clinici straordinari.

Mostrano che l’amore che nasce nella relazione terapeutica non appartiene al presente.


È la riattivazione di legami affettivi arcaici.


Le lettere tra Freud e Jung: quando la teoria vacilla


Quando Jung comprende la potenza emotiva della relazione con Sabina, scrive al suo maestro Freud. Le lettere tra Freud e Jung rappresentano oggi uno dei documenti più affascinanti della storia della psicoanalisi.


Jung confessa apertamente la difficoltà del caso.


Freud risponde con una lucidità teorica che tuttavia lascia intravedere la delicatezza della situazione.


Scrive:

“Il transfert è inevitabile e rappresenta il motore della cura.”

Ma aggiunge immediatamente:

“Il medico deve vigilare sulle proprie emozioni.”

Questa frase anticipa uno dei concetti più importanti della clinica moderna: il controtransfert.


Il controtransfert: l’inconscio del terapeuta


La medicina del XIX secolo immaginava il medico come una figura neutrale.

La psicoanalisi distrugge questa illusione.


Il terapeuta non è un osservatore esterno.


È parte del campo psichico che si crea nella relazione terapeutica.


Nel rapporto con Sabina, Jung sperimenta questa verità nel modo più destabilizzante possibile.


La relazione diventa intensa, ambigua, carica di tensione emotiva.


Molti storici ritengono che tra Jung e Sabina sia esistito un coinvolgimento emotivo reciproco. Se questo coinvolgimento abbia superato o meno i confini della terapia rimane oggetto di discussione.

Ma una cosa è certa:


questa vicenda costrinse la psicoanalisi nascente a riconoscere una verità inevitabile.

anche il terapeuta possiede un inconscio.

Sabina Spielrein e la teoria della distruzione


La traiettoria successiva di Sabina Spielrein rappresenta uno degli sviluppi più sorprendenti di questa storia.


La giovane paziente diventa psicoanalista.


Nel 1912 pubblica un saggio destinato a entrare nella storia della teoria psicologica:

“La distruzione come causa della nascita”.


In questo testo Sabina propone un’intuizione straordinaria:l’amore non è soltanto una forza creativa. Contiene anche una componente distruttiva.


Molti anni dopo Freud elaborerà la teoria della pulsione di morte.


Ma numerosi storici della psicoanalisi riconoscono oggi che la prima intuizione di questo concetto appare proprio nel lavoro di Sabina Spielrein.


La paziente era diventata parte della teoria stessa.


Lettura clinica: la dinamica Sabina–Jung come paradigma della relazione amorosa


Dal punto di vista della psicologia delle relazioni e della terapia di coppia, la vicenda tra Sabina e Jung rappresenta un paradigma straordinario.


Ogni relazione amorosa profonda attiva almeno tre livelli psicologici fondamentali:


1. Il desiderio l’attrazione che spinge due persone l’una verso l’altra.

2. Il transfert la riattivazione inconscia delle relazioni affettive dell’infanzia.

3. La trasformazione reciproca il cambiamento che ogni relazione significativa produce nella struttura psichica delle persone.


Freud lo riassume con una frase rimasta celebre:

“Non siamo mai così indifesi come quando amiamo.”

Jung scriverà:

“L’incontro tra due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche. Se avviene una reazione, entrambe vengono trasformate.”

Questa è la verità clinica dell’amore.


Le coppie non soffrono soltanto per ciò che accade nel presente.


Soffrono perché la relazione riattiva antiche ferite emotive.


La terapia di coppia: quando l’inconscio entra nella stanza


Quando una coppia entra nel mio studio, non entrano soltanto due persone che discutono.


Entrano due storie emotive profonde.


Due sistemi di attaccamento. Due modi di difendersi dal dolore.Due modi di chiedere amore senza saperlo dire.


La terapia di coppia diventa allora uno spazio particolare.


Non un tribunale dove stabilire chi ha ragione.


Ma un laboratorio psicologico dove le dinamiche inconsce della relazione diventano finalmente visibili.


Il compito dello psicologo non è giudicare.

È aiutare le persone a vedere ciò che nella relazione agisce senza essere ancora compreso.


Psicologo di coppia: quando chiedere aiuto


Molte coppie cercano uno psicologo di coppia soltanto quando il conflitto è ormai esploso.

In realtà la terapia di coppia può essere utile molto prima.


Per esempio quando emergono:

  • conflitti ripetuti nella relazione

  • difficoltà di comunicazione nella coppia

  • gelosia, distanza emotiva o perdita del desiderio

  • crisi affettive o tradimenti

  • problemi nella gestione delle emozioni nella relazione


Comprendere le dinamiche inconsce della relazione può trasformare radicalmente il modo in cui due persone si incontrano.


Epilogo


La storia di Freud, Jung e Sabina Spielrein continua ad affascinare perché rivela qualcosa che la psicologia non dovrebbe mai dimenticare.

La conoscenza della mente umana nasce sempre in un luogo fragile.

Un luogo dove teoria e vita si incontrano.

Dove la scienza sfiora l’intimità.

E dove, talvolta, il sapere si sporca di desiderio.


Dott. Daniele Russo Psicologo – Psicologia della coppia e delle relazioni

Ricevo a Palermo per percorsi di psicoterapia di coppia, consulenza psicologica per la coppia e sostegno nelle crisi relazionali.


Se senti che la tua relazione è entrata in una fase difficile, parlare con uno psicologo di coppia può aiutare a comprendere ciò che nella relazione sta accadendo davvero.



 
 
 

Post recenti

Mostra tutti

Commenti


dott. Daniele Russo 

Psicologo Clinico

e Forense Psicoterapeuta EMDR

​Albo n. 3685 sez. A – 07.06.2006

polizza RC profess. AUPI-

n. 2020/03/2425586

P. IVA: 06350500820

Studio:

largo Montalto, 5, (trav. via U. Giordano)

Palermo

  • Facebook
  • Instagram

CONCEPT  VISIVO

Le immagini presenti in questo sito fanno parte di un progetto visivo ideato da Thalia Veneri, nato con l’intento di rappresentare in forma artistica alcune figure e relazioni significative della storia della psicologia. I personaggi raffigurati si ispirano ai grandi maestri del pensiero psicologico, protagonisti di teorie, scuole e momenti fondamentali nello sviluppo della disciplina. Le immagini non hanno finalità documentaria o biografica, ma costituiscono una reinterpretazione visiva e simbolica di queste figure e delle dinamiche relazionali che hanno attraversato la loro storia. Le rappresentazioni sono state realizzate tramite strumenti di intelligenza artificiale generativa e rielaborate in chiave artistica, con l’obiettivo di evocare atmosfere, contesti culturali e relazioni umane che hanno accompagnato la nascita delle idee psicologiche.

Il progetto si colloca quindi tra ricerca culturale, narrazione visiva e sperimentazione tecnologica, utilizzando l’immagine come linguaggio per raccontare la psicologia anche attraverso le storie e le relazioni dei suoi protagonisti. Le immagini non intendono riprodurre fedelmente persone reali. Ogni eventuale somiglianza con persone viventi o defunte è da considerarsi puramente casuale.

© 2000 - 2025 Dott. Daniele Russo

È severamente vietata la riproduzione, l'adattamento, la copia, l'estrazione e la diffusione, anche parziale, del layout grafico del sito, dei contenuti testuali, dei materiali fotografici, dei video e di qualsiasi altro elemento presente sulle pagine web del Dott. Daniele Russo, con qualsiasi mezzo e supporto, senza il preventivo consenso espresso scritto del titolare. Ogni violazione del Diritto d'Autore (Legge n. 633/1941 e successive modifiche) sarà perseguita nelle sedi competenti. L'utilizzo di un consenso informato non autorizzato è vietato e sarà ugualmente oggetto di azione legale.

bottom of page