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Crisi di coppia: quando chiedere aiuto

“Nel più profondo dell’amore si cela sempre una forza distruttiva, perché
ogni nuova creazione esige la dissoluzione di una forma precedente.”
— Sabina Spielrein, 1912

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Comprendere la crisi

Nella mia esperienza clinica la crisi di coppia raramente nasce da un singolo evento.

Spesso è il risultato di dinamiche relazionali che si costruiscono nel tempo: incomprensioni ripetute, bisogni emotivi non riconosciuti, aspettative implicite che rimangono inesplorate.

All’inizio i segnali possono essere quasi impercettibili.
 

Discussioni che tornano sugli stessi temi, momenti di distanza emotiva, silenzi che si allungano e che progressivamente sostituiscono il dialogo.

 

Quando queste dinamiche non vengono comprese e affrontate, la relazione rischia di organizzarsi attorno al conflitto oppure di scivolare lentamente verso una distanza sempre più profonda.

 

Comprendere ciò che sta accadendo nella relazione è il primo passo per affrontare la crisi con lucidità.

 

I segnali più frequenti di una crisi di coppia

 

Nel lavoro clinico con le coppie esistono alcune dinamiche che si presentano con particolare frequenza.

 

Tra le più comuni:

  • discussioni ricorrenti sugli stessi problemi senza arrivare a una soluzione

  • comunicazione caratterizzata da difensività, sarcasmo o silenzi prolungati

  • perdita della complicità e progressivo raffreddamento emotivo

  • difficoltà a sentirsi ascoltati o riconosciuti dal partner

  • perdita di fiducia o sospetti legati alla fedeltà

  • gelosia e dinamiche di controllo reciproco

  • conflitti legati alla gestione dei figli o ai modelli educativi

  • tensioni economiche o difficoltà nella gestione delle responsabilità familiari

  • interferenze delle famiglie di origine nella vita della coppia

  • difficoltà nella sfera dell’intimità e del desiderio

  • tradimenti o relazioni extraconiugali

  • sensazione di vivere accanto all’altro senza sentirsi realmente in relazione

 

Quando questi elementi diventano persistenti, il rischio è che il conflitto diventi la modalità abituale attraverso cui la coppia si relaziona.

 

Errori che spesso aggravano la crisi

 

Quando la relazione entra in difficoltà, i partner cercano naturalmente di difendersi dal dolore e dalla frustrazione.

 

Tuttavia, alcune modalità di gestione del conflitto, pur comprensibili sul piano emotivo, tendono spesso ad aggravare la situazione.

 

Tra le più frequenti:

  • trasformare ogni discussione in una ricerca di colpe e responsabilità

  • cercare costantemente di dimostrare di avere ragione

  • evitare il confronto per paura di alimentare ulteriori litigi

  • coinvolgere amici o familiari nelle dinamiche della coppia

  • interpretare ogni comportamento dell’altro come una mancanza o un attacco personale

 

Nel tempo queste strategie alimentano un clima di difesa reciproca che rende sempre più difficile ristabilire un dialogo autentico.

 

Quando è utile chiedere un aiuto professionale

 

Molte coppie arrivano a chiedere aiuto quando la sofferenza è ormai molto elevata.

 

In realtà la consulenza psicologica può essere utile anche nelle fasi iniziali della crisi.

 

Rivolgersi a uno psicologo non significa riconoscere un fallimento, ma prendersi cura della relazione prima che il conflitto diventi distruttivo.

 

Un intervento professionale permette di osservare la relazione con maggiore chiarezza, comprendere le dinamiche che mantengono la crisi e individuare nuove modalità di comunicazione e di relazione.

 

Il ruolo dello psicologo nella consulenza di coppia

 

Nel lavoro con le coppie lo psicologo non ha il compito di stabilire chi abbia ragione.

 

Il suo ruolo è quello di osservare e comprendere il funzionamento della relazione, aiutando entrambi i partner a riconoscere le dinamiche che alimentano il conflitto.

 

Attraverso un lavoro strutturato è possibile:

  • chiarire i bisogni emotivi di entrambi i partner

  • interrompere i cicli di conflitto ripetitivo

  • migliorare la qualità della comunicazione

  • rendere esplicite aspettative e bisogni rimasti impliciti

  • ricostruire fiducia e sicurezza relazionale

In alcuni casi, questo processo permette alla coppia di ritrovare equilibrio e progettualità.
 

In altri, consente di affrontare con maggiore consapevolezza decisioni importanti per il futuro della relazione.

 

Un primo passo per comprendere la vostra relazione

 

Quando una relazione entra in crisi è facile sentirsi confusi, feriti o incapaci di comprendere ciò che sta accadendo.

 

Un colloquio psicologico può offrire uno spazio neutrale e protetto in cui fermarsi, osservare la relazione con maggiore chiarezza e valutare possibili direzioni di lavoro.

 

Ogni storia di coppia merita di essere ascoltata con rispetto, attenzione e competenza.

Anna Freud e Dorothy Burlingham, anni 40.


Il loro legame personale e intellettuale diede origine ad alcuni dei contributi più importanti alla comprensione dello sviluppo emotivo infantile e delle dinamiche dell’attaccamento.

dott. Daniele Russo 

Psicologo Clinico

e Forense Psicoterapeuta EMDR

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Le immagini presenti in questo sito fanno parte di un progetto visivo ideato da Thalia Veneri, nato con l’intento di rappresentare in forma artistica alcune figure e relazioni significative della storia della psicologia. I personaggi raffigurati si ispirano ai grandi maestri del pensiero psicologico, protagonisti di teorie, scuole e momenti fondamentali nello sviluppo della disciplina. Le immagini non hanno finalità documentaria o biografica, ma costituiscono una reinterpretazione visiva e simbolica di queste figure e delle dinamiche relazionali che hanno attraversato la loro storia. Le rappresentazioni sono state realizzate tramite strumenti di intelligenza artificiale generativa e rielaborate in chiave artistica, con l’obiettivo di evocare atmosfere, contesti culturali e relazioni umane che hanno accompagnato la nascita delle idee psicologiche.

Il progetto si colloca quindi tra ricerca culturale, narrazione visiva e sperimentazione tecnologica, utilizzando l’immagine come linguaggio per raccontare la psicologia anche attraverso le storie e le relazioni dei suoi protagonisti. Le immagini non intendono riprodurre fedelmente persone reali. Ogni eventuale somiglianza con persone viventi o defunte è da considerarsi puramente casuale.

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