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Chi sono – Dott. Daniele Russo, Psicologo Clinico Psicoterapeuta a Palermo
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Oltre vent’anni di esperienza sul campo
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Filosofia professionale: responsabilità, rigore e umanità
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Formazione e metodi diagnostici avanzati
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Psicologia autentica e impegno etico verso i pazienti
Conosci il Dott. Daniele Russo, psicologo clinico a Palermo con oltre 20 anni di esperienza. Metodo rigoroso, empatia e risultati concreti per ogni paziente.
dott. Daniele Russo
Psicologo Clinico & Forense Psicoterapeuta emdr
PSICOLOGO PSICOTERAPEUTA PALERMO
Non esiste onore più grande che essere scelti
per custodire la mente di un essere umano

RISULTATI
Psicologo a Palermo specializzato in cambiamento concreto: autonomia, stabilità emotiva e ripresa del controllo personale.
Oltre il sintomo: restituire il cammino di vita.

Ho sempre ritenuto che la patologia o la situazione-problema vissuta da un soggetto, producano una rottura, una vera e propria distorsione nel naturale percorso di vita della persona e nella sua reale personalità.
Da ciò, ritengo che il compito primario dello specialista della mente è quello di restituire la parte autentica di sé, la propria forza interiore e la possibilità reale di tornare a vivere con dignità, consapevolezza e libertà.
Cosa significa “risultato” ?
Il risultato non è l’euforia del momento.
Il risultato di una terapia riuscita si manifesta quando la persona torna ad avere il controllo sulla propria vita e il problema psicologico cessa di essere una sorta di destino e diventa qualcosa che può essere compreso, affrontato e superato.
Per questo motivo, con parole molto semplici, ma inequivocabili, le persone che si sono rivolte a me scrivono che:
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“Già dal primo incontro ho avuto chiarezza sui miei problemi…” (recensione su MioDottore.it)
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“Ha saputo leggermi anche attraverso i silenzi…” (MioDottore.it)
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“Le sue interpretazioni hanno dato voce alle mie emozioni…” (MioDottore.it)
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“Mi ha aiutata a riprendere in mano la mia vita…” (MioDottore.it)

Un caso reale
L., 23 anni, studentessa brillante di matematica.
Intelligenza elevata, aspirazioni chiare, ma paralizzata
da attacchi di panico che avevano bloccato ogni
suo progetto.
Aveva smesso di uscire, di viaggiare, di innamorarsi,
di immaginarsi altrove. Il desiderio di lasciare Palermo conviveva con un terrore assoluto.
Il nostro percorso fu intenso, profondo, a tratti faticoso.
Ma il cambiamento avvenne.
Molti anni dopo ricevetti un messaggio e temetti
mi comunicava di una ricaduta.
Era invece una foto silenziosa, con una sola frase:
“Ho ripreso in mano la mia vita.”
Quel cielo, quella città, quella distanza erano la prova che il cambiamento non è un’illusione:
è un cammino possibile.

In tutti questi anni ho ricevuto una infinità di messaggi che pubblico non per piageria ma perchè soltanto le parole dei pazienti possono spiegare in modo chiaro il mio modo di lavorare.
Come il messaggio di L. che ha realizzato il suo sogno che ancora oggi è una donna soddisfatta, sposata, madre e con una posizione professionale di prestigio.
L, non parla di una terapia volta alla sua dipendenza, ma di una terapia come 'passaggio', come un momento tra un prima e un dopo collocato nel tempo: non eterno.
Non dice “mi hai salvata”, dice “mi hai aiutato a riprendere in mano la mia vita”, ovvero, non mette lo psicologo al centro, ma la vita che torna a essere della persona.
Questo è il segno di una relazione clinicamente sana e riuscita: una persona che riconosce l’aiuto ricevuto e lo colloca come tappa, non come ancora.
Mi hanno insegnato che l’obiettivo non è accompagnare indefinitamente il paziente nel racconto di sé, ma rendere leggibile ciò che, fino a quel momento, non lo era.
na direzione chiara.


Riprendere in mano
la propria vita
Quando un paziente afferma di aver “ripreso in mano la propria vita”, non sta usando un’espressione di cortesia.
Sta descrivendo un processo psicologico preciso: il passaggio dalla passività determinata dal problema alla competenza di saperlo risolvere, dal caos decisionale alla capacità di scegliere, dalla dipendenza emotiva alla regolazione interna.
In termini tecnici, questo implica:
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Recupero del senso di agency
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Riattivazione delle funzioni esecutive e decisionali
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Aumento della consapevolezza
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Autonomia nelle relazioni
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Spostamento verso un locus of control interno
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Rafforzamento dell’Io
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Riduzione della disregolazione emotiva
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Riattivazione della progettualità
“Riprendere in mano la propria vita”
significa tornare a scegliere.
Significa non subire più le relazioni, non farsi guidare esclusivamente dall’ansia o dalla paura, non reagire automaticamente agli eventi.
Non è una formula gentile.
È il segnale che il lavoro terapeutico ha prodotto un cambiamento strutturale.
Non è una frase di circostanza.
È la definizione concreta di un cambiamento:
tornare protagonisti della propria esistenza.
Da ciò il risultato al quale aspiro in ogni seduta non è quello di aiutare le persone semplicemente a sentirsi meglio ma tornare a essere capaci di guidare la propria vita.
E - senza nessuna arroganza o onnipotenza -
dal 2003 a oggi, ci riesco! ;)