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Chi sono – Dott. Daniele Russo, Psicologo Clinico Psicoterapeuta a Palermo
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Oltre vent’anni di esperienza sul campo
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Filosofia professionale: responsabilità, rigore e umanità
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Formazione e metodi diagnostici avanzati
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Psicologia autentica e impegno etico verso i pazienti
Conosci il Dott. Daniele Russo, psicologo clinico a Palermo con oltre 20 anni di esperienza. Metodo rigoroso, empatia e risultati concreti per ogni paziente.
dott. Daniele Russo
Psicologo Clinico & Forense Psicoterapeuta emdr
PSICOLOGO PSICOTERAPEUTA PALERMO
Non esiste onore più grande che essere scelti
per custodire la mente di un essere umano

L’intervento psicologico è fondato sui principi del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, in particolare sul rispetto dell’autodeterminazione, sull’uso responsabile delle tecniche e sull’evitare qualsiasi forma di condizionamento o dipendenza relazionale.

Reperibilità e presa in carico
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Presa in carico a 360 gradi del cliente, con valutazione completa della situazione.
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Reperibilità telefonica 24/24 per le urgenze e supporto costante durante la terapia psicologica.
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Ogni seduta è organizzata con attenzione e rispetto dei tempi del paziente, senza interruzioni improvvise e/o silenzi e/o perdite di tempo.
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Il percorso non si regge sull’attesa, ma sul lavoro clinico effettivo.
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Ogni colloquio ha un obiettivo e una chiusura: La seduta si conclude sempre con una restituzione chiara, mai con un rinvio generico.
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Non uso il “ne parliamo la prossima volta” come strumento per dilatare le sedute
Finalità della terapia (autonomia del paziente)
La finalità di un intervento psicologico non è creare dipendenza, ma promuovere autonomia.
Nel rispetto del principio di autodeterminazione della persona (Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, art. 4), il lavoro clinico è orientato alla restituzione di libertà decisionale, consapevolezza e responsabilità personale.
La relazione terapeutica non deve trasformarsi in una sostituzione della capacità di scelta.
Deve favorirne il rafforzamento.
Come sottolinea Carl Rogers, la funzione della relazione di aiuto è facilitare la tendenza attualizzante dell’individuo, non sostituirsi ad essa (Rogers, 1951).
La terapia non è dipendenza.
È progressiva emancipazione.
Un percorso ben condotto si conclude quando la persona ha ritrovato un equilibrio interno, ha consolidato un locus of control interno (Rotter, 1966) ed è in grado di orientarsi autonomamente nelle proprie scelte.
Prima questo accade, più il lavoro è stato efficace.
Le persone sono chiamate a vivere, non a rimanere indefinite nei percorsi terapeutici.
La cura autentica prepara alla separazione, non alla permanenza (Bowlby, 1988).
Psicofarmaci
Lo specialista psicologo non prescrive farmaci;
quando necessario, lavora in collaborazione con figure abilitate alla prescrizione per integrare l’intervento nei casi clinici che lo richiedono.

Libertà decisionale e responsabilità condivisa
Il percorso psicologico non costituisce un vincolo e non implica un obbligo di permanenza.
Nel rispetto del principio di autodeterminazione della persona, la frequenza degli incontri e la durata del lavoro vengono definite in modo consapevole e possono essere rimodulate in qualsiasi momento, alla luce degli obiettivi condivisi e dei risultati concretamente osservabili.
Non sono previsti pacchetti predefiniti e/o prospettate necessità indefinite.
Al professionista compete un inquadramento diagnostico rigoroso, l’indicazione di criteri tecnici chiari e la valutazione trasparente dell’andamento del percorso.
Alla persona spetta la scelta di proseguire, intensificare, diradare o concludere gli incontri, sulla base di una valutazione informata e consapevole.
La cura non consiste nel trattenere.
Consiste nel restituire autonomia.
Un percorso efficace non crea dipendenza:
rende progressivamente superflua la propria necessità.