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TRAUMA E SESSUALITÀ

Quando la ferita entra nel corpo

 

 

 

 

 

Non tutte le difficoltà sessuali nascono nel presente. Alcune sono la continuazione di qualcosa che non è mai stato davvero elaborato. Non sempre hanno un nome. Non sempre sono immediatamente riconoscibili.

Ma si manifestano nel momento più delicato: quando ci si avvicina davvero, quando il corpo dovrebbe aprirsi, quando il piacere dovrebbe emergere.

 

👉 Ed è proprio lì che qualcosa si interrompe.

 

La sessualità non genera più libertà, ma tensione. Il desiderio si ritrae. Il corpo si contrae. Ci sono ferite che non si vedono, ma che si sentono esattamente in quel punto.

👉 Non è assenza.
 

È una forma di protezione.

 

🔍 QUANDO IL PROBLEMA NON NASCE OGGI

 

Esistono condizioni in cui la difficoltà sessuale non è il risultato di stress attuale o di una dinamica relazionale contingente. È l’espressione di un’organizzazione più profonda, spesso radicata in esperienze precoci — talvolta traumatiche — che hanno inciso sul modo in cui la persona vive il proprio corpo, il contatto e l’intimità. In questi casi, la sessualità non è semplicemente “bloccata”.
 

È attraversata da tracce che non appartengono al presente, ma continuano ad agire nel presente.

 

Come evidenziato da Bessel van der Kolk (2014), il trauma non viene ricordato soltanto:
viene immagazzinato nel corpo, nelle risposte automatiche, nei pattern somatici che si attivano al di fuori del controllo cosciente.

 

🧠 TRAUMA PRECOCE E CORPO

 

Quando l’esperienza traumatica si colloca in età infantile o adolescenziale, il suo impatto non riguarda solo il ricordo, ma la costruzione stessa dell’identità corporea e relazionale.

Il desiderio può non svilupparsi pienamente. Il piacere può essere associato a pericolo. Il contatto può essere vissuto come invasione.

Secondo Allan Schore (2003), le esperienze relazionali precoci modellano i sistemi neurobiologici che regolano affetto, corpo e capacità di relazione.

 

👉 Quando queste esperienze sono traumatiche, la sessualità si organizza su basi difensive.

 

🔴 IL CORPO CHE SI DIFENDE

 

Molti pazienti non portano un racconto esplicito del trauma.

Portano il corpo.

  • un corpo che si irrigidisce

  • un corpo che evita

  • un corpo che non prova

  • un corpo che non si lascia attraversare

 

Come sottolinea Judith Herman (1992), il trauma altera in modo duraturo il senso di sicurezza, di sé e della relazione.

 

👉 In ambito sessuale, questo significa che il corpo smette di essere un luogo affidabile.

 

🔍 NON È UNA QUESTIONE DI PRESTAZIONE

 

In questi casi, parlare di prestazione è fuorviante. Non si tratta di “funzionare meglio”.
Si tratta di comprendere cosa, nel corpo e nella mente, continua a reagire a qualcosa che non è stato integrato.

Come evidenzia Peter Levine (1997), il trauma non risiede nell’evento, ma nella risposta del sistema nervoso che non ha trovato una via di risoluzione.

 

👉 La sessualità diventa il luogo in cui questa risposta si riattiva.

 

❤️‍🩹 Il trauma può segnare, ma non definire.
Il desiderio può rifiorire anche dopo la ferita.

 

🔑 IMPLICAZIONI CLINICHE

 

In ambito psicologico e sessuologico, è oggi imprescindibile adottare una prospettiva trauma-informed.

Questo significa:

  • creare un contesto terapeutico realmente sicuro

  • evitare il rischio di riattivazione traumatica

  • integrare dimensione cognitiva, emotiva e corporea

  • restituire alla persona dignità e capacità di autodeterminazione

 

❤️‍🩹 LA SESSUALITÀ COME LINGUAGGIO

 

La sessualità non è una funzione da correggere.

È un linguaggio.

Un linguaggio che può essere stato interrotto, distorto, silenziato.
Ma non annullato.

 

👉 E può essere riscritto.

 

Non c’è nulla di “rotto” da aggiustare.
C’è qualcosa di profondo da comprendere e riorganizzare.

Con precisione clinica.
Con rispetto.
Senza forzature.

 

🔴 Se il trauma — riconosciuto o meno — ha lasciato tracce nel modo di vivere l’intimità, ignorarlo non lo dissolve.

 

👉 Lo mantiene.

 

Affrontarlo, invece, consente una trasformazione reale dell’esperienza sessuale e relazionale.

 

👉 Per un inquadramento clinico riservato nell’ambito della sessuologia e del trauma, è possibile contattare lo studio.

 

📞 349 8182809

dott. Daniele Russo 

Psicologo Clinico e Forense

​Albo n. 3685 sez. A – 07.06.2006

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