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psicologo palermo daniele russo
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Procedure Metodologiche
Chiarimenti Importanti per la Coppia Genitoriale 

Solitamente e per situazioni non particolarmente complesse lo scrivente non procede mai oltre le tre sedute a cadenza quindicinale. Se la situazione/problema risulta essere meritevole di un'attenzione diversa verranno proposte procedure differenti sempre allineate con il settore psicologico. 

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Il primo colloquio specialistico ha la durata di un’ora e trenta minuti. 

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I genitori e il minore vengono invitati a colloquiare con lo scrivente qualche minuto, dopo, se il/la minore accetta il colloquio individuale, si procede nell'esame obiettivo della sua struttura mentale.

 

All’interno di un clima empatico e non giudicante, il minore viene incoraggiato a esprimere liberamente emozioni, pensieri e vissuti personali.
Il professionista adotta strumenti e tecniche specificamente calibrati sull’età evolutiva, integrando la somministrazione di test psicodiagnostici standardizzati con osservazioni cliniche strutturate del comportamento.
Questo approccio consente di cogliere, in modo integrato, sia gli aspetti cognitivi e affettivi del funzionamento psichico sia le modalità relazionali e adattive del minore nel contesto di riferimento.Durante il primo incontro viene condotta un’attenta valutazione diagnostica volta a esplorare la struttura mentale del minore, con particolare riferimento alle funzioni cognitive primarie e secondarie, ai processi di integrazione affettiva e alla strutturazione profonda della personalità.
Parallelamente vengono analizzati i bisogni evolutivi e il livello di adattamento del bambino all’ambiente di riferimento, insieme alle dinamiche familiari consce e inconsce che ne influenzano il funzionamento psichico.
L’obiettivo di questa fase iniziale è individuare con precisione le aree di forza e le aree critiche da approfondire, così da delineare un progetto d’intervento mirato, coerente con il profilo psicologico e con la fase di sviluppo del minore.

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Viene, dunque,  esplorata la situazione-problema,  la domanda di aiuto, e vengono raccolti tutti i dati clinici utili alla comprensione della struttura mentale per età, il contesto evolutivo e relazionale.  e formulare ipotesi diagnostiche. 

L’intervento prosegue attraverso un insieme di operazioni mirate alla riabilitazione psicologica del minore, con particolare attenzione ai punti critici emersi durante la valutazione.
L’obiettivo è favorire un’evoluzione armonica delle funzioni emotive e cognitive, sostenendo le competenze adattive e relazionali in modo da consentire al piccolo paziente di proseguire nel proprio percorso di crescita senza incorrere in fenomeni di regressione o breakdown psichico.

L’azione clinica si orienta, pertanto, verso il recupero delle aree fragili e la prevenzione di nuovi fattori di rischio evolutivo, promuovendo una strutturazione del Sé più stabile, coerente e resiliente.

 

Al termine del colloquio individuale, la diade genitoriale viene nuovamente convocata per la restituzione dei risultati emersi, delle osservazioni cliniche e delle prime ipotesi di intervento.
La comunicazione avviene in modo chiaro, comprensibile e rispettoso della sensibilità familiare, favorendo uno spazio di confronto aperto e partecipato, in cui i genitori sono invitati a porre domande, esprimere riflessioni e collaborare attivamente nella definizione delle strategie di supporto più adeguate alle caratteristiche del/della minore.

In questa prospettiva, il primo colloquio condotto dal dott. Russo si distingue per la sua funzione realmente clinica e non meramente informativa: esso rappresenta l’avvio concreto di un processo di comprensione e trasformazione.
Anche un solo incontro, infatti, può costituire un passaggio decisivo, poiché consente la costruzione condivisa di significati, la lettura profonda della dinamica del minore e l’attivazione di nuove prospettive evolutive orientate al suo benessere psicologico e relazionale.

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Consapevolezza Rispetto all’Approccio Professionale​

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Il dott. Russo,  fonda il proprio intervento sul pieno rispetto della dignità del minorenne.

Il percorso non si orienta verso una patologizzazione del disagio, piuttosto, verso la  comprensione profonda della sua esperienza.

 

Si ritiene che l’intervento psicologico non debba essere interpretato come un segno di malattia o di debolezza del minore ma come uno strumento di crescita, supporto e accompagnamento nei momenti di difficoltà o nelle fasi evolutive della vita.

La consulenza psicologica non interferisce in modo negativo nella vita del minore, ma serve a promuovere un equilibrio psicofisico, favorendo il benessere e lo sviluppo del minore in tutte le sue potenzialità, senza pregiudizi o etichette.

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Il dott. Russo sin dai suoi esordi ha sempre creduto fermamente che i genitori siano i principali protagonisti nel percorso di crescita e sviluppo del proprio figlio.

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La loro capacità di comprendere, supportare e guidare è insostituibile e fondamentale.

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Lo Psicologo è chiamato a potenziare la diade nell’acquisire gli strumenti giusti per accompagnare il proprio figlio con amore e consapevolezza. Ogni bambino e ogni adolescente ha bisogno di sentire la sicurezza e l’amore incondizionato dei propri genitori e - la loro presenza attiva -  è ciò che permette di superare le sfide della vita.

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Lo Psicologo non mira a sostituirsi alla diade genitoriale ma a rafforzarne le competenze, affinché possano affrontare con maggiore consapevolezza ed efficacia le difficoltà che inevitabilmente si presentano.

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L'obiettivo è permettere nella triangolazione padre/madre/figlio la ripresa di una relazione solida e sana, dove ogni genitore si senta competente e in grado di guidare il proprio figlio attraverso le turbolenze della vita. 

Ogni azione clinica del dott. Russo risulterà essere allineata con i protocolli di settore in merito a interventi su minorenni. genitori sono informati che non saranno mai utilizzati metodi non validati scientificamente, pseudoscientifici o contrari ai principi etici e deontologici della professione. Le procedure operative si basano su standard riconosciuti dalla comunità scientifica nazionale e internazionale, come quelli dell'American Psychological Association (APA), della European Federation of Psychologists' Associations (EFPA) e delle linee guida per una valutazione accurata in Psicologia dell’Età Evolutiva, nonché del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali DSM-

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Strumenti Clinici Utilizzati:

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La metodologia prevede l’utilizzo della “Tecnica del Colloquio Psicologico”, l’Osservazione Diretta, l’Ascolto Attivo della comunicazione verbale e/o non verbale, conscia e/o inconscia, esplicita e/o implicita.

Laddove la situazione lo consenta, si utilizzeranno Tecniche e Strategie per migliorare la gestione delle emozioni, potenziare la consapevolezza di sé e modificare comportamenti disfunzionali, abitudini e pensieri negativi, orientando il minorenne verso uno sviluppo in avanti distante da traumi patologizzanti.

 

Inoltre, nel primo incontro con il/la minorenne verranno somministrati test psicologici standardizzati, strumenti clinici validati e riconosciuti a livello internazionale, scelti in base all’età, alla problematica riportata e al livello di sviluppo del bambino o dell’adolescente, e sono somministrati nel pieno rispetto delle linee guida internazionali e del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani.

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I test sono fondamentali per esplorare la struttura mentale del minore, le capacità cognitive, le dinamiche emotive e relazionali e i suoi meccanismi di adattamento. Tali strumenti, rappresentano l’unico metodo oggettivo e affidabile per ottenere informazioni clinicamente significative per ottenere informazioni attendibili e oggettive non accessibili attraverso il solo colloquio clinico.

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Questi test, normalmente associati a un costo aggiuntivo, sono invece offerti senza alcun sovrapprezzo nel contesto del primo colloquio clinico, poiché il dott. Russo ritiene che un inquadramento iniziale approfondito e di qualità debba essere accessibile e completo fin dal primo incontro, per il bene prioritario del minore. La somministrazione di questi test è inclusa nella tariffa del primo colloquio e non comporta alcun costo aggiuntivo.

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Ulteriori Chiarimenti: â€‹

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L' età evolutiva è attraversata da aspetti emozionali intensi che possono emergere nel bambino e/ adolescente durante la prima visita specialistica e/o sedute successive. Il dott. Russo nel rispetto delle linee guida professionali si impegna a gestire con procedure oggettive tali momenti, offrendo il supporto clinico necessario per affrontarli in modo sicuro e costruttivo. Inoltre, lo Psicologo è chiamato a non utilizzare il suo ruolo professionale e il suo essere adulto per generare nel minorenne confusione riguardo al suo ruolo, né per creare dipendenza psicologica, affettiva, aspettative irrealistiche o altre dinamiche disfunzionali. L’obiettivo è comprendere che cosa accade nel minore, individuare le criticità passate e/o presenti, piattaforme mentali e concrete per diventare un soggetto adulto sereno, equilibrato, sicuro, consapevole e distante da qualsivoglia distorsione psicopatologica.

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Gestione delle Rivelazioni Sensibili del Minore durante il Colloquio Psicologico

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I genitori devono essere consapevoli che durante il colloquio psicologico il minore potrebbe rivelare informazioni sensibili, pensieri e sentimenti che non sono mai stati espressi prima, inclusi eventuali dettagli inaspettati riguardanti la sua vita e le sue esperienze.

 

Tali rivelazioni potrebbero riguardare tematiche delicate, tra cui, ma non limitate a, situazioni di bullismo, conflitti familiari, difficoltà relazionali, comportamenti autodistruttivi, abuso di sostanze, maltrattamenti fisici o psicologici, abusi sessuali.

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Affettività e Confini nel Percorso Terapeutico

 

I bambini piccoli esprimono fiducia, sicurezza e affetto fisicamente.

È naturale che, sentendosi accolti e compresi, possano cercare lo psicologo con un abbraccio, un gesto fisico di tenerezza che testimonia il loro desiderio di vicinanza.

Pur comprendendo il bisogno del bambino, è opportuno che l'esperto mantenga sempre il confine tra ruolo terapeutico e rapporto affettivo e fisico. Non tocchiamo i bambini al di là della loro manina per preservare la fiducia con confini chiari che proteggono il bambino da fraintendimenti. 

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OBBLIGHI DI LEGGE: 

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Quando accolgo in studio un minore, mi faccio carico di rispettare scrupolosamente tutti gli obblighi previsti dalla legge in tema di prestazioni sanitarie. In primo luogo, raccolgo il consenso informato dei genitori, illustrando loro in modo chiaro e completo la natura della valutazione psicodiagnostica, le tecniche che intendo utilizzare, la durata prevista del percorso e la frequenza degli incontri. Successivamente, appena concluse le somministrazioni di test, colloqui e osservazioni, mi impegno a restituire tempestivamente sia verbalmente sia, qualora richiesto, per iscritto, gli esiti della diagnosi: ogni punteggio, ogni indicatore e ogni profilo emergente vengono spiegati nel dettaglio, con un linguaggio accessibile ma rigoroso.

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Parallelamente, redigo insieme ai genitori il piano di intervento, definendo obiettivi a breve e a lungo termine e motivando la scelta degli strumenti terapeutici più adeguati. Li informo circa le condizioni economiche e organizzative delle prestazioni – costi, modalità di pagamento, eventuali rimborsi SSN o convenzioni – affinché non vi siano mai incertezze di natura amministrativa.

 

Tutto il trattamento dei dati personali avviene in conformità al D.Lgs. n. 196/2003 e al Regolamento UE 2016/679 (GDPR): spiego ai genitori quali categorie di informazioni raccolgo, per quali finalità le conservo, per quanto tempo e come possono esercitare i diritti di accesso, rettifica e cancellazione.

Infine, nel pieno rispetto della Legge Gelli-Bianco (L. 24/2017) e del Codice Deontologico (artt. 12–16), sono altresì tenuto a segnalare senza indugio alle autorità competenti – e a informare i genitori – qualsiasi elemento emerso durante il colloquio che faccia temere per la sicurezza, la protezione o il benessere del minore: situazioni di abuso fisico, sessuale o psicologico, maltrattamento grave o condotte auto-lesive. Questa comunicazione, prevista dalla normativa e dalle norme etiche, ha un unico scopo: garantire al bambino o all’adolescente un ambiente sicuro e protetto, tutelando in ogni momento il suo diritto fondamentale a crescere sereno.

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