Dipendenza affettiva: indicazioni cliniche per familiari e amici
- Daniele Russo

- 28 ott 2025
- Tempo di lettura: 2 min

La dipendenza affettiva è una condizione psicologica in cui la relazione viene percepita come indispensabile per la sopravvivenza emotiva. Ciò comporta perdita di autonomia, riduzione dell’autostima, compromissione del giudizio e difficoltà nel tollerare qualsiasi forma di distanza o conflitto. Non è un tratto caratteriale, ma un fenomeno che coinvolge attaccamento, regolazione emotiva, identità e stili relazionali profondamente radicati.
Chi osserva dall’esterno si scontra spesso con interrogativi apparentemente semplici:
“Perché resta con chi la fa soffrire?”
“Perché perdona continuamente?”
“Perché non riesce a interrompere la relazione, anche davanti all’evidenza?”
Le risposte non risiedono nella volontà, bensì nel ciclo di dipendenza, dove astinenza emotiva, idealizzazione e paura dell’abbandono mantengono il legame anche in presenza di abuso psicologico o fisico.
Come può intervenire la rete familiare e sociale
Di seguito indicazioni fondate su evidenze cliniche e osservazioni neuropsicologiche del comportamento dipendente:
1. Mantenere un atteggiamento non giudicanteIl giudizio aumenta la vergogna e spinge la persona a nascondere la relazione, rafforzandone l’isolamento.
2. Validare la sofferenza La sofferenza va riconosciuta come reale. La negazione non produce consapevolezza, ma difesa.
3. Rimanere disponibili e raggiungibili Il ritiro della rete affettiva lascia campo libero al partner dominante, che consolida la dipendenza.
4. Osservare e far notare l’isolamento progressivo I manipolatori (spesso con tratti narcisistici) deprivano gradualmente la vittima dei propri riferimenti esterni. È un segnale precoce critico da esplicitare.
5. Evitare le frasi colpevolizzanti Espressioni come “te la sei cercata” compromettono il rapporto di fiducia e rendono più difficile chiedere aiuto.
6. Favorire l’accesso a un intervento psicologico specializzato La dipendenza non si estingue con consigli logici. Richiede lavoro clinico su attaccamento, autostima e confini personali.
7. Proteggere il proprio equilibrio La compromissione psicologica di chi sostiene è documentata nella letteratura: è necessario preservare la propria stabilità per essere davvero di aiuto.
Quando la situazione presenta rischio elevato
È necessario un supporto professionale immediato quando si osservano:
controllo coercitivo
minacce o violenze
instabilità emotiva severa
comportamenti autolesivi
totale dipendenza economica o sociale
aumento del rischio nel momento della separazione
La fase di rottura è statisticamente il momento più pericoloso, soprattutto nelle relazioni con partner manipolatori.
La terapia come intervento di ripristino dell’autonomia
I percorsi specialistici più efficaci intervengono su:
autostima (ricostruire un valore personale indipendente dal partner)
attaccamento (riduzione dell’ansia da separazione)
confini (capacità di dire “no” e di mantenere la distanza di sicurezza)
regolazione emotiva (gestione del vuoto e dell’astinenza affettiva)
L’obiettivo clinico non è “chiudere una relazione”, ma restituire la libertà di scegliere.
Contatti professionali
Per valutare una situazione specifica:
Dott. Daniele RussoPsicologo – Disturbi relazionali e dipendenza affettiva
📍 Palermo
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Intervenire precocemente riduce significativamente il rischio di cronicizzazione del legame e delle conseguenze psicopatologiche associate.




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