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Dipendenza affettiva: indicazioni cliniche per familiari e amici

La dipendenza affettiva è una condizione psicologica in cui la relazione viene percepita come indispensabile per la sopravvivenza emotiva. Ciò comporta perdita di autonomia, riduzione dell’autostima, compromissione del giudizio e difficoltà nel tollerare qualsiasi forma di distanza o conflitto. Non è un tratto caratteriale, ma un fenomeno che coinvolge attaccamento, regolazione emotiva, identità e stili relazionali profondamente radicati.

Chi osserva dall’esterno si scontra spesso con interrogativi apparentemente semplici:

“Perché resta con chi la fa soffrire?”

“Perché perdona continuamente?”

“Perché non riesce a interrompere la relazione, anche davanti all’evidenza?”


Le risposte non risiedono nella volontà, bensì nel ciclo di dipendenza, dove astinenza emotiva, idealizzazione e paura dell’abbandono mantengono il legame anche in presenza di abuso psicologico o fisico.


Come può intervenire la rete familiare e sociale


Di seguito indicazioni fondate su evidenze cliniche e osservazioni neuropsicologiche del comportamento dipendente:


1. Mantenere un atteggiamento non giudicanteIl giudizio aumenta la vergogna e spinge la persona a nascondere la relazione, rafforzandone l’isolamento.


2. Validare la sofferenza La sofferenza va riconosciuta come reale. La negazione non produce consapevolezza, ma difesa.


3. Rimanere disponibili e raggiungibili Il ritiro della rete affettiva lascia campo libero al partner dominante, che consolida la dipendenza.


4. Osservare e far notare l’isolamento progressivo I manipolatori (spesso con tratti narcisistici) deprivano gradualmente la vittima dei propri riferimenti esterni. È un segnale precoce critico da esplicitare.


5. Evitare le frasi colpevolizzanti Espressioni come “te la sei cercata” compromettono il rapporto di fiducia e rendono più difficile chiedere aiuto.


6. Favorire l’accesso a un intervento psicologico specializzato La dipendenza non si estingue con consigli logici. Richiede lavoro clinico su attaccamento, autostima e confini personali.


7. Proteggere il proprio equilibrio La compromissione psicologica di chi sostiene è documentata nella letteratura: è necessario preservare la propria stabilità per essere davvero di aiuto.


Quando la situazione presenta rischio elevato


È necessario un supporto professionale immediato quando si osservano:

  • controllo coercitivo

  • minacce o violenze

  • instabilità emotiva severa

  • comportamenti autolesivi

  • totale dipendenza economica o sociale

  • aumento del rischio nel momento della separazione


La fase di rottura è statisticamente il momento più pericoloso, soprattutto nelle relazioni con partner manipolatori.


La terapia come intervento di ripristino dell’autonomia


I percorsi specialistici più efficaci intervengono su:

  • autostima (ricostruire un valore personale indipendente dal partner)

  • attaccamento (riduzione dell’ansia da separazione)

  • confini (capacità di dire “no” e di mantenere la distanza di sicurezza)

  • regolazione emotiva (gestione del vuoto e dell’astinenza affettiva)

L’obiettivo clinico non è “chiudere una relazione”, ma restituire la libertà di scegliere.


Contatti professionali

Per valutare una situazione specifica:

Dott. Daniele RussoPsicologo – Disturbi relazionali e dipendenza affettiva

📍 Palermo

📞 349 81 82 809📩 Su appuntamento


Intervenire precocemente riduce significativamente il rischio di cronicizzazione del legame e delle conseguenze psicopatologiche associate.

 
 
 

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