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cos'e la dipendenza affettiva 

Quando ami senza dimenticarti, è libertà.

Quando per amare devi annullare te stessa, le tue idee, i tuoi valori, i tuoi desideri ... 

e' l'omicidio dell' anima

Definizione clinica
 

La dipendenza affettiva non è “amare troppo.” È un disturbo del legame in cui l’altro diventa la fonte primaria di identità, sicurezza e autostima. Il Sé si contrae, i confini si dissolvono, la relazione diventa regolatore emotivo esterno.
In termini psicologici, parliamo di una configurazione in cui l’attaccamento è dominato da ansia, ipervigilanza e sottomissione funzionale. Il risultato è una vita relazionale che consuma più di quanto nutra.

Non è amore.
È perdita di sé travestita da dedizione.

 

Non è amore
 

L’amore regge il confronto con la libertà. La dipendenza affettiva no.
Dove c’è dipendenza, l’altro non è un incontro, ma un ancoraggio indispensabile. La paura di perderlo governa pensieri, scelte e comportamenti.

 

È un disturbo del legame
 

Alla base c’è un malfunzionamento del sistema di attaccamento: modelli interni che spingono a idealizzare, inseguire, placare, sacrificare l’identità in cambio di prossimità. Gli assetti del Sé diventano fragili, oscillanti, facilmente colonizzabili.

Quadro di riferimento: teoria dell’attaccamento (Bowlby), regolazione affettiva (Fonagy), psicologia del Sé (Kohut), prospettiva cognitiva sui pensieri disfunzionali (Beck), competenze di regolazione emozionale (Linehan).
 

Il ruolo del Sé e dell’attaccamento
 

  • Sé indebolito: l’autostima dipende dallo sguardo dell’altro.

  • Confini porosi: difficoltà a dire no, a tollerare il conflitto, a proteggere i propri bisogni.

  • Regolazione esterna: emozioni e calma dipendono dalla presenza/approvazione dell’altro.

  • Narrativa identitaria: “Valgo se non vengo abbandonata.”
     

Sintomi chiave
 

  • Ansia da abbandono, gelosia, ipercontrollo del partner

  • Idealizzazione alternata a svalutazione di sé

  • Collasso dei confini: ti annulli per trattenere l’altro

  • Ruminazione, ipervigilanza su messaggi, visualizzazioni, silenzi

  • Evitamento del conflitto, paura di deludere

  • Sessualità come strumento di conferma o pacificazione

  • Ritiro da amicizie, interessi, lavoro; perdita di funzionalità
     

Conseguenze
 

  • Isolamento sociale e familiare

  • Abuso emotivo normalizzato (gaslighting, colpa, disprezzo)

  • Disturbi d’ansia, dell’umore, somatizzazioni, insonnia

  • Identità contratta: vivere “a prestito” nell’altro

  • Crisi ripetute, dipendenza da “ritorni” e promesse

L’amore sano ti include.
La dipendenza ti sostituisce.

 

“Perché non te ne vai?”
 

Risposta clinico–scientifica
Perché il sistema di attaccamento, in allarme, scambia il legame con la sopravvivenza. Lasciare equivale a “morire di solitudine.” Nei circuiti mentali si attivano ricompense intermittenti (rinforzo variabile) che creano aggancio. Senza diagnosi e lavoro mirato su Sé, confini e regolazione emotiva, il loop si ripete.


Quando chiedere aiuto
 

  • Ti scopri a mentire a te stessa pur di restare

  • Hai paura di ogni silenzio o distanza

  • Rinunci a bisogni fondamentali (sonno, cibo, lavoro, amicizie)

  • Accetti offese, svalutazioni, minacce

  • Hai perso la capacità di decidere da sola

Non è debolezza. È un pattern trattabile.
 

Cosa non è
 

  • Non è romanticismo.

  • Non è “amore intenso.”

  • Non è colpa tua.

  • Non è destino.

È clinica. E la clinica si può trattare.
 

Prenota un colloquio psicologico
 

Il primo passo è una valutazione psicodiagnostica: capire come funziona il tuo legame, dove si spezzano i confini, quali sono gli inneschi emotivi.
Da lì, si costruisce un intervento mirato.

 

📞 349 81 82 809

📍 Largo Montalto 5, Palermo

 

Nota professionale
 

Queste informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono una presa in carico psicologica. Se stai male, contatta un professionista o i servizi sanitari del tuo territorio.

LA PRIMA
Carnobbio, 1897

dott. Daniele Russo 

Psicologo Clinico e Forense Psicoterapeuta EMDR

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